L’isolamento sociale potrebbe essere associato ad un aumento dell’infiammazione nel corpo, secondo una nuova ricerca dell’Università del Surrey e della Brunel University di Londra.

Nel più grande studio del suo genere, i ricercatori hanno studiato il legame tra isolamento sociale e solitudine con infiammazione nel corpo. Analizzando 30 studi precedenti in quest’area, i ricercatori hanno scoperto che l’isolamento sociale potrebbe essere collegato all’aumento dell’infiammazione nel corpo.

L’infiammazione è il modo in cui il corpo segnala al sistema immunitario di guarire e riparare i tessuti danneggiati, oltre a difendersi da virus e batteri. L’infiammazione può iniziare a danneggiare cellule, tessuti e organi sani e portare ad un aumentato rischio di sviluppare malattie non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno scoperto che l’isolamento sociale, inteso come stato oggettivo di isolamento dalle altre persone, sarebbe associato alla presenza della proteina C-reattiva, una sostanza proteica rilasciata nel flusso sanguigno nelle prime ore successive ad una lesione tissutale, e all’aumento dei livelli del fibrinogeno glico-proteico, che viene convertito in coaguli di sangue a base di fibrina.

È interessante notare che i ricercatori hanno anche identificato che il legame tra isolamento sociale e infiammazione fisica è più probabile osservarlo nei maschi rispetto alle femmine. Sono necessari ulteriori lavori per chiarire perché ciò accada, ma lavori precedenti già ora suggeriscono che maschi e femmine rispondono in modo diverso ai fattori di stress sociale.

Il legame tra la solitudine e l’infiammazione è stato meno correlabile nei risultati che indicano un possibile legame tra la solitudine e la produzione di citochina pro-infiammatoria IL-6. Tuttavia, questo dato non è risultato coerente negli studi in considerazione. Presi in combinazione con le conoscenze precedenti, i ricercatori suggeriscono che da questi dati possa essere probabile che la solitudine cambi il modo in cui il sistema infiammatorio risponde allo stress piuttosto che avere un impatto diretto sulla risposta infiammatoria.

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La dott.ssa Kimberley Smith, docente di psicologia della salute presso l’Università del Surrey, ha dichiarato: “È stato dimostrato che la solitudine e l’isolamento sociale aumentano il rischio di cattiva salute. Molti ricercatori propongono che parte del motivo sia dovuto al fatto che questi comportamenti influenzano la risposta infiammatoria del corpo. Le prove che abbiamo esaminato suggeriscono che l’isolamento sociale può essere collegato all’infiammazione, ma i risultati per un legame diretto tra solitudine e infiammazione sono stati meno convincenti. Riteniamo che questi risultati siano un primo passo importante per aiutarci a capire meglio come la solitudine e l’isolamento sociale possano essere collegati alla salute“.

Christina Victor, professore di Gerontologia e sanità pubblica a Brunel, ha aggiunto: “I nostri risultati suggeriscono che la solitudine e l’isolamento sociale sono collegati a diversi marker infiammatori. Ciò dimostra quanto sia importante distinguere tra solitudine e isolamento e che questi termini non debbano essere usati in modo intercambiabile né raggruppati insieme nell’attività clinica“.

 

 

Lo studio

 


Crediti immagine: Dragana Gordic