Uno studio prospettico pubblicato sulla rivista Child Development ha scoperto che un attaccamento sicuro degli adolescenti ai loro genitori all’età di 12 anni ha potuto prevedere il loro impegno nei comportamenti prosociali e di protezione della salute pubblica durante la pandemia COVID-19, dopo tre anni dai primi rilevamenti. Lo studio ha inoltre scoperto che questa relazione è stata guidata dall’effetto cuscinetto della sicurezza dell’attaccamento sui sintomi psicologici nel corso della pandemia.

Convincere i giovani a seguire le misure di salute pubblica del COVID-19 è stato un po’ difficile, come evidenziato dai rapporti dei giovani che hanno continuato a partecipare alle feste durante la pandemia nonostante le raccomandazioni di distanziamento sociale. Questo può non sorprendere, dato che l’adolescenza è un periodo di maggiore egocentrismo e propensione al rischio.

 

Attaccamento sicuro ai propri genitori e conseguenze positive

I ricercatori Brianne R. Coulombe e Tuppett M. Yates hanno proposto un metodo attraverso il quale si nota come l’attaccamento sicuro ai caregiver degli adolescenti potrebbe influire sui loro comportamenti prosociali e protettivi della salute durante la pandemia. In particolare, i ricercatori hanno suggerito che gli adolescenti con attaccamento sicuro sperimentano un numero minore di sintomi psicologici in risposta alla pandemia e, attraverso questa diminuzione dei sintomi di salute mentale, abbiano maggiori probabilità d’impegnarsi in comportamenti positivi, sia a livello individuale che sociale.

La teoria proposta segue la visione già nota che l’attaccamento sicuro con il caregiver prepara il giovane a elaborare al meglio le proprie emozioni, sviluppare l’empatia, adattarsi durante i periodi di stress e, infine, essere disponibile ad aiutare gli altri. Un rapporto basato sull’attaccamento sicuro, definito da una genitorialità reattiva e di sostegno, dovrebbe favorire la capacità di un giovane di saper far fronte in modo corretto a livello psicologico ai fatti della vita, e a sua volta, incoraggiare il loro impegno in comportamenti prosociali.

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La ricerca condotta sullo stile di attaccamento sicuro

I ricercatori hanno esplorato i dati di uno studio longitudinale in corso sui giovani e i loro genitori reclutati nel sud della California. L’analisi si è concentrata su tre serie di dati.

  1.  All’età di 12 anni, i giovani hanno completato un’autovalutazione sul livello di attaccamento sicuro, e i loro genitori hanno riferito i loro comportamenti prosociali (ad esempio, aiutare gli altri che sono feriti o in difficoltà).
  2. All’età di 14 anni, i giovani hanno completato una valutazione sui loro sintomi in termini di salute mentale.
  3. All’età di 15 anni, durante le prime fasi delle restrizioni COVID-19 (aprile/maggio 2020), i giovani hanno nuovamente riferito sui loro sintomi di salute mentale e sulla loro adesione ai comportamenti di protezione della salute come lavarsi le mani, e comportamenti prosociali come aiutare la loro comunità durante la pandemia.

In primo luogo, i ricercatori hanno scoperto che i giovani con attaccamento più sicuro all’età di 12 anni hanno mostrato un aumento minore del previsto dei sintomi psicologici dall’età 14 (pre-pandemia) all’età 15 (un mese in isolamento). Si sono anche impegnati in più comportamenti prosociali e di protezione della salute durante la pandemia.

Inoltre, la ricerca ha rivelato un percorso in cui la sicurezza dell’attaccamento degli adolescenti ha portato a minori aumenti dei sintomi psicologici che, a sua volta ha incrementato i comportamenti prosociali e di protezione della salute.
In altre parole, gli adolescenti con attaccamento sicuro si sono mostrati più propensi a impegnarsi in comportamenti positivi durante la pandemia, e sembra che questo fosse almeno in parte dovuto all’effetto protettivo dell’attaccamento sicuro sulla salute mentale durante la crisi.

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L’importanza della relazione positiva tra genitori e figli

I risultati suggeriscono che il miglioramento della relazione genitori-figli può essere la chiave non solo per aumentare la salute mentale degli adolescenti, ma anche per incoraggiare il comportamento protettivo e prosociale degli adolescenti durante le crisi di salute pubblica. Anche se gli stili di attaccamento sono difficili da modificare in un breve periodo di tempo, l’evidenza suggerisce che le pratiche genitoriali possono essere efficacemente affrontate in poche sessioni di intervento psicologico.

Coulombe e Yates chiamano gli adolescenti “potenti agenti di cambiamento sociale“, notando che lo sviluppo del cervello durante questo periodo può promuovere comportamenti a rischio, ma può anche stimolare l’azione prosociale.

Sostenendo i nostri adolescenti, possiamo coinvolgere i nostri più forti alleati, non solo nella lotta in corso per contenere la pandemia di COVID-19, ma anche negli sforzi futuri per negoziare le minacce alla salute pubblica e al benessere“, hanno dichiarato gli autori della ricerca.

 

 


Lo studio


Crediti immagine: Monstera